Al sessantesimo anniversario della costituzione
Io, marocchino, a scuola di Costituzione con italiani
adulti e ragazzi
Abderrahman Habibi
In aprile e maggio ho partecipato a Bra ai 5 incontri per adulti migranti e italiani. Il corso faceva
parte dell’iniziativa chiamata “Una costituzione per tutti”. Lezioni ben organizzate, con insegnanti competenti, disponibili a dare informazioni e a suscitare il dialogo e il confronto (che sono stati a volte molto vivaci).
Come collaboratore del giornale “Di Tutti I Colori” ho partecipato anche a diversi incontri nelle scuole coi ragazzi di classi per lo più multi-etniche. I due primi incontri a Bra, nelle classi 1B e 5A e B dell’Istituto “Velso Mucci”, altri due a Cuneo al Professionale Grandis, altri due all’istituto di Saluzzo. Mi è sembrato che lo scopo prefisso sia stato raggiunto, e cioè di aprire la discussione e suscitare uno sforzo collettivo per approfondire la conoscenza nell’ambito dei diritti della persona previsti dalla Costituzione. Sempre tenendo conto del principio cruciale che la Costituzione è fatta per tutti, italiani e migranti.
Per gli studenti – figli di italiani e stranieri insieme - che abbiamo incontrato (Giorgio, Silvio, Raffi, Giovanni ed io) l’esperienza è stata una novità interessante, in quanto un modo artistico divertente e adatto alla loro età, per raccontare con loro la storia di una costituzione.
Variava il feedback alle domande sollevate sui diritti sia da noi sia da loro, a seconda del loro coinvolgimento nelle discussioni. Essendo io marocchino, nella scuola di Bra c’è stato un vivace interesse sul Marocco, la sua costituzione, i diritti e i valori. In ogni caso, l’iniziativa di “raccontare” agli studenti la costituzione ha aggiunto una goccia nel bicchiere per costruire i cittadini di domani nella cultura di pace, convivenza e rispetto. Coi loro insegnanti i ragazzi avevano studiato la Costituzione italiana, ma forse parlandone con noi (e in particolare con uno straniero) è stato un approfondimento utile, che è servito a loro per renderla più “concreta”, non solo una materia scolastica.
Non siamo soli nel bicchiere, sappiamo che altri contribuiscono. Infatti, “i Giovani e la Costituzione” è un progetto nazionale simile che coincide nel tempo con il nostro. I volontari protagonisti dello stesso progetto vanno in giro nelle scuole per diffondere il senso d’impegno e la responsabilità individuale verso una costituzione uguale per tutti.
Insomma, volevo dire che, in mezzo al vento dell’intolleranza che soffia ogni tanto, diventa indispensabile diffondere la cultura dei diritti e dei doveri tra i giovani, se no rischiamo di vedere la deriva totale. Per finire voglio ringraziare le scuole, e soprattutto i giovani, del loro interesse e del coinvolgimento. Adesso che le lezioni sono finite, auguro a tutti delle vacanze allegre, sperando di poterli un giorno ritrovare.
Come collaboratore del giornale “Di Tutti I Colori” ho partecipato anche a diversi incontri nelle scuole coi ragazzi di classi per lo più multi-etniche. I due primi incontri a Bra, nelle classi 1B e 5A e B dell’Istituto “Velso Mucci”, altri due a Cuneo al Professionale Grandis, altri due all’istituto di Saluzzo. Mi è sembrato che lo scopo prefisso sia stato raggiunto, e cioè di aprire la discussione e suscitare uno sforzo collettivo per approfondire la conoscenza nell’ambito dei diritti della persona previsti dalla Costituzione. Sempre tenendo conto del principio cruciale che la Costituzione è fatta per tutti, italiani e migranti.
Per gli studenti – figli di italiani e stranieri insieme - che abbiamo incontrato (Giorgio, Silvio, Raffi, Giovanni ed io) l’esperienza è stata una novità interessante, in quanto un modo artistico divertente e adatto alla loro età, per raccontare con loro la storia di una costituzione.
Variava il feedback alle domande sollevate sui diritti sia da noi sia da loro, a seconda del loro coinvolgimento nelle discussioni. Essendo io marocchino, nella scuola di Bra c’è stato un vivace interesse sul Marocco, la sua costituzione, i diritti e i valori. In ogni caso, l’iniziativa di “raccontare” agli studenti la costituzione ha aggiunto una goccia nel bicchiere per costruire i cittadini di domani nella cultura di pace, convivenza e rispetto. Coi loro insegnanti i ragazzi avevano studiato la Costituzione italiana, ma forse parlandone con noi (e in particolare con uno straniero) è stato un approfondimento utile, che è servito a loro per renderla più “concreta”, non solo una materia scolastica.
Non siamo soli nel bicchiere, sappiamo che altri contribuiscono. Infatti, “i Giovani e la Costituzione” è un progetto nazionale simile che coincide nel tempo con il nostro. I volontari protagonisti dello stesso progetto vanno in giro nelle scuole per diffondere il senso d’impegno e la responsabilità individuale verso una costituzione uguale per tutti.
Insomma, volevo dire che, in mezzo al vento dell’intolleranza che soffia ogni tanto, diventa indispensabile diffondere la cultura dei diritti e dei doveri tra i giovani, se no rischiamo di vedere la deriva totale. Per finire voglio ringraziare le scuole, e soprattutto i giovani, del loro interesse e del coinvolgimento. Adesso che le lezioni sono finite, auguro a tutti delle vacanze allegre, sperando di poterli un giorno ritrovare.
Publicato su DI TUTTI I COLORI, n 49
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