الخميس، 25 سبتمبر 2008

Ramadan 2008: la comunità in continua cooperazione con gli ulema del Marocco

Il professor Ibrahim denuncia la fatwa del matrimonio delle bambine di 9 anni


“Dalla mia esperienza in Spagna, in Olanda alla visita in Italia in occasione di ramadan posso dire che la nostra comunità (marocchina, ndr) mostra una continua cooperazione con gli ulema del Paese”, ci dice il professor Ibrahim, un predicatore dal Marocco.

Nella sua visita ai fedeli residenti a Bra non ha smesso di parlare dell’educazione dei figli degli immigrati musulmani e dei loro diritti, mettendo l’accento sull’aspetto pacifico e tollerante dell’islam. Parlando dei figli in una chiacchierata con il nostro giornale, quando gliel’abbiamo chiesto, il professor Ibrahim, ha denunciato la fatwa di un falso alem (saggio) marocchino, fatwa con la quale ha autorizzato il matrimonio delle bambine di nove anni.

Il professor Ibrahim Ezahim, laureato nella legge islamica, è ispettore nelle scuole superiori. In Marocco un tempo presentava un programma audio alla radio regionale di Agadir in occasione del ramadan “colloquio con colui che digiuna” e un altro programma tutto l’anno intitolato “la strada illuminante”.

Il dottor Idriss Kharsciafi negli ultimi dieci giorni di ramadan in un incontro con la comunità dopo l’Iftar (la rottura del digiuno) ha discusso “l’esistenza corretta dei musulmani in occidente”, e sottolineato la responsabilità dei musulmani di dare un’ immagine buona e un esempio buono al paese ospitante. Secondo Kharsciafi, professore alla facoltà della legge islamica a Fes, in un senso religioso, l’immigrato come lo definisce il profeta Muhamed, è colui che lascia dietro di sé non solo la casa ma anche i cattivi comportamenti.

I due imam hanno incontrato i fedeli musulmani nei centri islamici di Bra, Mondovì, Clavesana, Carmagnola, Asti ed Alba durante il sacro mese di ramadan 2008. E per i marocchini della regione, le due visite erano una buona occasione per stare insieme attorno i saggi del Marocco.

L’imam Ibrahim e l’imam Idriss erano membri di due commissioni provenienti dal Marocco. La prima, maschile, arrivata il primo giorno di ramadan, è composta da 12 persone, ed è stata organizzata dall’Istituzione Hasan II per i Marocchini Residenti all’Estero. La seconda, mista, composta da 2 predicatori e una morscida (predicatrice) più 7 laureati coranici per la giuda della preghiera durante il mese del digiuno. Quest’ultima commissione è stata inviata dal Ministero per gli Affari Religiosi del Marocco, ed è arrivata quasi a metà mese.

Una ventina di religiosi e predicatori il cui obiettivo, come vuole il re del Marocco e il suo ministro per gli Affari Religiosi, è preservare la comunità dall’estremismo e sensibilizzare la comunità marocchina e musulmana della regione all’osservanza di questo precetto religioso e rispondere a tutte le domande dei fedeli nelle questioni che si presentano in un contesto diverso dall’ambiente del paese d’origine; e discutere con gli immigrati musulmani particolari problemi come i diritti e i doveri dei genitori e dei figli gli uni verso gli altri, del marito verso la moglie e vice versa, e infine invocare la reciproca misericordia tra i membri della comunità e verso gli altri, il che vuol dire tonificare di più il sentimento della tolleranza verso i non musulmani.

Abderrahman Habibi, dal N° 50 di Di Tutti i Colori

ليست هناك تعليقات: