الاثنين، 25 أغسطس 2008

PERCHE’ LE DONNE MAROCCHINE VOGLIONO
IMPARARE L’ITALIANO?0


Si è concluso sabato 5 luglio, con una festa tra amiche, il “Corso laboratorio di italiano” al femminile. Iniziato l’8 febbraio, presso l’Istituto Salesiani -che ringraziamo per l’accoglienza-, ha visto la partecipazione di più di una ventina di donne, quasi tutte marocchine. Per circa la metà la presenza è stata abbastanza costante


Una presenza gioiosa, affettuosa e molto impegnata. Non è frequente vedere giovani donne al 5°/6° mese di gravidanza fare tre piani di scale per “fare italiano insieme”. E non è frequente vedere giovani mamme allattare un piccolo di 5 mesi mentre “si fa italiano insieme”. Oppure occuparsi di lui che gioca e circola nell’aula, attenta alla sua sicurezza e nello stesso tempo intervenendo nel lavoro comune. E nemmeno è frequente vedere una classe di “studenti” in cui c’è tanta motivazione e nessun spirito di competitività. Tutte impegnate, calme e tranquille ad attendere le risposte, a rispettare i tempi di tutte, ad aiutarsi reciprocamente


E’ questo, un laboratorio di donne. Ed io che ho seguito studenti, corsi e laboratori di ogni tipo, vi assicuro che questa è un’esperienza speciale. E d’ora in poi (inshallah), mi occuperò solo delle donne. Perché loro si aspettano tanto e sanno dare tanto. E perché da loro dipende l’avvenire del nostro vivere insieme


Ho chiesto “perché siete venute?” Alcune risposte: “per migliorare”, ”per il bisogno di comunicare”, “per trovare un lavoro”, “per togliermi le paure”, “per leggere”. Mi ha stupito quest’ultima risposta, ma per colpa dei miei pregiudizi, leggere non è un’abilità da acquisire dopo? Ma no, aveva ragione lei, che appena arrivata in Italia si è trovata davanti un mondo di parole scritte, indicazioni, prescrizioni, divieti ecc.ecc. Povera Khadija davanti a tutti quei segni da decifrare, lei che a mala pena sa scrivere lo stampatello! Le ho chiesto “quanto ti sono serviti questi nostri incontri? Dài, dimmi, da 0 a 10, quanto?” Con molta consapevolezza mi ha detto “sì, mi sono serviti” “Ma quanto?” Ci ha pensato un po’ e mi ha detto “4 su 10”. Sono stata contenta.
Ho poi chiesto: “ma in casa i mariti o i famigliari che parlano italiano vi aiutano?”
“Dipende – ha risposto Selma – Io sono stata fortunata. Appena arrivata in Italia, 8 anni fa, mio marito ha voluto che imparassi. Mi obbligava a chiedere informazioni, a fare la spesa da sola. Ma altri no..” Meriam è in Italia da 10 anni, capisce ma parla con difficoltà “mio marito non ha mai voluto che andassi a scuola. Non gli piaceva se uscivo da sola. Adesso gli ho chiesto se potevo e mi ha detto di sì perché eravamo solo donne” “Allora serve fare un laboratorio solo per donne?” “Si, ci sono mariti gelosi che preferiscono. Altri non sono interessati e per loro è lo stesso che si sappia o non si sappia l’italiano, tanto ci sono loro.” “Fra uomini si fanno confronti e si criticano se la moglie esce.. chissà dove va””Però – aggiunge Selma – anche questo dipende, non è vero che sono tutti così. Ma fra noi donne è meglio, siamo più libere e facciamo amicizia. Facciamo una festa sabato?”

Un’ultima domanda e volevo conferme se erano veri certi luoghi comuni contro gli stranieri: “ma secondo voi gli Italiani sono disponibili ad aiutarvi con l’italiano? È peggiorata la situazione in questi ultimi tempi?” “Il problema è che noi parliamo solo con i connazionali, perché abbiamo paura di sbagliare, ma gli Italiani aiutano se chiedi.” – dice Meriam. E Selma aggiunge: “Quando sono arrivata dove abitavo erano solo italiani ed ero obbligata a parlare.Tutti mi hanno aiutata, soprattutto gli anziani. Adesso, devo dire che siamo tanti stranieri, ma la gente è ancora disponibile ad aiutarti.” Grazie ai bambini (Zineb, Zacharia, Hassna, Kawthar) che hanno aiutato le mamme
Raffaella Botto ( publicato su DI TUTTI COLORI, 49)0

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