السبت، 16 أغسطس 2008

MAROCNEWS

I ragazzi del porto di Tangeri
Cento cinquanta (150) giovani e ragazzi vivono una situazione di vagabondaggio nel porto di Tangeri. Risulta da un’inchiesta dell’UNICEF coordinata con l’Istituto Nazionale Azione Sociale, presentata a Tangeri il 25 giugno e volta a far luce su questi ragazzi che coltivano il progetto di traversare un giorno lo stretto. Vivono una condizione di precarietà drammatica, fra i moli e le aree di stoccaggio, in attesa dell’opportunità di emigrare in un rimorchio o sotto gli assali di un autobus. Età media, dai 13 ai 16 anni, alcuni bambini di 10 anni. Aumenta la presenza delle bambine. L’8% di loro non ha mai frequentato le scuole, alcuni hanno già lavorato in nero, mal pagati e senza copertura sociale. Il loro progetto di emigrare si allunga nel tempo, alcuni vivono questa situazione da più di 4 anni. Un lungo lavoro di mediazione e di inserimento professionale sarebbe necessario per recuperare ad una vita normale questi “ragazzi del porto”. Una vita terribile la loro, sui corpi le tracce lasciate dalle aggressioni fisiche e sessuali. Vittime di sporcizia e malnutrizione, alcool e droga sono il loro unico rifugio. L’inchiesta segnala che la maggioranza proviene da famiglie numerose e in stato di povertà, o da abbandono da parte delle famiglie.
Fonte: L’Economiste, Yabiladi.com

AMDH: presentazione del Rapporto 2007 sui diritti umani

L’Associazione Marocchina per i Diritti Umani lancia un grido d’allarme. La Presidente dell’AMDH, Khadija Ryadi, inizia la presentazione del rapporto 2007 con i casi di violenza sessuale a Sidi Ifni, (NB: città del Sud del Marocco in cui il 7 giugno si sono verificati gravi scontri fra polizia e dimostranti), episodi gravissimi ma solo uno delle tante violazioni dei diritti rilevati nel 2007 e inizio 2008. Ryadi denuncia l’impunità crescente di cui godono gli autori di reati di violazione dei diritti, malgrado le testimonianze precise che abusi sessuali, fisici e psicologici sono stati commessi dalle forze dell’ordine, il 7 giugno, a Sidi Ifni. Nel rapporto, sono citate le violazioni dei diritti politici e civili, nel corso delle elezioni del 2007 “e tutto ciò – dice il rapporto – nel quadro di leggi e regolamenti, la Costituzione innanzitutto, che non permettono il pieno esercizio di una democrazia degna di questo nome.” “Inquietante – dice Ryadi, citando numeri ed esempi – la persistenza di arresti e detenzioni arbitrarie, imprigionamenti giustificati unicamente con l’“oltraggio alle sacralità”. Ne hanno fatto le spese membri dell’AMDH, giornalisti (come il detenuto Mustapha Hormatallah), oppositori politici, o media come Al-Massae et TelQuel (oggetto di multe esorbitanti). Il Rapporto dell’AMDH denuncia le condizioni inumane delle prigioni marocchine, gli abusi di potere e le torture, i casi di suicidio, la violazione dei diritti di associazione ( come Al Adl Wal Issane) le campagne contro gli omosessuali, con il loro imprigionamento “malgrado che –precisa Ryadi – l’identità sessuale faccia parte delle libertà individuali e pertanto non perseguibile in nessun caso”. “Tutto resta da fare sul piano dei diritti economici e sociali” – riassume Abdelilah Benabdesslam, vicepresidente dell’AMDH”. E cita il dramma della fabbrica di Rosamor di Casablanca « che la dice lunga sulla situazione di assoluta precarietà in cui si trovano i lavoratori e sul non-diritto al lavoro. Morti a decine, e non è che la punta dell’iceberg.»
fonte: Le Soir Echos. Yabiladi.com
A cura di Abderrahman Habibi, publicato su DI TUTTI I COLORI, N 49

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