الخميس، 28 فبراير 2008

حوار مع الأستاذ محمد جناح عاى هامش زيارة علمية للديار الإيطالية

ELIMINARE LE PAURE

Intervista al Professor MOHAMMED JANAH, membro della Commissione del Ministero per gli Affari Religiosi del Marocco, in visita in Italia in occasione del mese di Ramadhan 2007.

Lei pensa che l’esistenza musulmana nel mondo occidentale sarà un valore aggiuntivo che arricchirà il futuro europeo?

Per essere franco, dividiamo la risposta in due. Sarà il futuro come hai detto tu, cioè l’esistenza musulmana arricchirà il futuro europeo positivamente se i musulmani daranno un buon esempio, se appariranno nella loro vera immagine come prescrive l’Islam. E questo non capiterà se non capiranno i valori buoni dell’Islam. Invece succede il contrario, e lo dico chiaramente, perché ci sono alcuni dei nostri che non s’interessano ai valori della loro religione che invita a tenere i giusti rapporti con gli altri (i non musulmani). Infatti abbiamo visto musulmani che non osservano i precetti dell’Islam. A questo punto ci serve il ruolo degli “ulema”, degli intellettuali e degli educatori, per creare un costante contatto con la comunità al fine di preservare la vera immagine del Marocco musulmano.

L’istituzione della Moschea esiste qui in un ambiente non musulmano e di solito crea certe paure nei media. Voi come Commissione del Ministero degli Affari Religiosi, come vedete la vostra partecipazione per sostenere la convivenza tra la minoranza musulmana e le altre (non musulmane,) al fine di abolire quelle paure?

Le paure sono state originate dai comportamenti negativi… quando le persone fanno degli sbagli e insistono a farli. Ma io, e non lo dico per opportunismo verso qualcuno, ho visto che c’è una forte resistenza a correggere gli sbagli e a creare cooperazione, dialogo e comunicazione. Il ruolo degli “ulema” e dei predicatori qui deve essere esercitato con continuità anziché solamente nel mese di Ramadhan che è un periodo troppo ristretto. Un interscambio tra gli “ulema” e la comunità e i fratelli che si occupano della vita religiosa in un modo che faccia arricchire la loro esperienza. Quello che sottolineo è il mio appello al Ministero di osservare precisi criteri nella scelta degli elementi delle Commissioni Ramadhaniane, scegliendo le persone più adatte per questo incarico. Così ricordiamo alla comunità la loro identità, e i precetti moderati della loro religione.

A che punto è la partecipazione del Ministero a proposito della questione dell’istruzione religiosa delle comunità musulmane in Europa?


E’ noto che il Ministero degli Affari Religiosi islamici ha l’abitudine da molto tempo di mandare Commissioni religiose alle comunità marocchine in Europa e altri luoghi nel mondo, però il Ministero ha sviluppato degli accordi con le comunità residenti all’estero secondo le direttive del Re Mohammed VI. Quello che fa l’”Associazione Mohammed V per la Solidarietà” in questa direzione dimostra l’attenzione del Re al problema. Non basta che il Ministero mandi solo predicatori uomini, ma anche le predicatrici donne, le “murshidat”, per creare rapporti con la donna marocchina all’estero. Per fortuna questo è andato molto bene, siamo riusciti a scoprire problemi che le donne avevano difficoltà a raccontare e con questa novità hanno potuto raccontare tutto alle loro “murshidat” connazionali, per risolvere certe situazioni.

Torino, venerdì 12 ottobre 2007
(intervista a cura di Abde rrahman Habibi)
NB: l’intervista è stata fatta in arabo.
publicata sul'giornale italiano "di tutti i colori" Bra

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